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Cultura in Impresa

Alberto Viotto

Ho una formazione tecnica: ho esordito come analista e sviluppatore, un mestiere che impone di comprendere l’anatomia di un’organizzazione prima di scrivere una sola riga di codice, e che lascia in eredità una salutare diffidenza verso le soluzioni che precedono la comprensione del problema.

Sono poi approdato al versante commerciale e al marketing, presso gruppi multinazionali e piccole e medie imprese, dove mi è stata affidata la formazione e la direzione di reti di vendita. Queste esperienze mi hanno permesso di capire quanto poco la preparazione tecnica rendesse conto di ciò che vedevo accadere quotidianamente. Mi sono quindi dedicato allo studio della psicologia sociale, di Lewin, di Festinger, di Kahneman e degli altri autori ai quali queste pagine ritornano con assiduità.

Da tempo i due percorsi sono tornati a confluire. Mi occupo di concepire il software e di accompagnarlo sul mercato.

In anni recenti una parte importante del mio lavoro si è rivolta all’intelligenza artificiale, che studio e adopero nella costruzione di sistemi destinati a imprese e studi professionali. La consuetudine quotidiana induce alla cautela: ne ho osservato gli esiti ragguardevoli e gli abbagli più vistosi, non di rado nell’arco della stessa giornata. Ne scrivo pertanto sforzandomi di restare equidistante dall’entusiasmo e dall’allarme, attento soprattutto a ciò che muta nel modo in cui si lavora, si delibera e ci si organizza.

Perché questo blog

Scrivo perché l’esperienza, abbandonata alla consuetudine, spinge a ratificare ciò che già si crede. Frequentare la ricerca, e cimentarsi nel riferirla, è il modo che ho trovato per sottoporla a verifica.

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