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Cultura in Impresa

Apprendimento e crescita personale4 min di lettura

SPEAKING: elementi, convenzioni e codici della comunicazione orale

Tra ciò che intendiamo dire e ciò che l'altro capisce c'è sempre una distanza: otto elementi aiutano a ridurla con interlocutori di culture diverse.

di Alberto Viotto · Pubblicato il · Aggiornato il

Che cos’è la comunicazione?

Un processo mediante il quale un emittente stabilisce una relazione con un destinatario, per scambiare conoscenze, convinzioni, emozioni, intenzioni utilizzando un sistema di segni.

Il messaggio orale, però, viaggia su più canali, coinvolgendo contemporaneamente più sensi e servendosi nello stesso tempo di linguaggi e codici diversi e complessi. Questa complessità ci fa capire che in una comunicazione la codifica e la decodifica non sono mai completamente coincidenti (come nel gioco del telefono senza fili). La distanza tra l’intenzione dell’emittente e la decodifica del ricevente viene amplificata quando codici e modalità non sono completamente condivisi. Chi svolge una professione di cui la comunicazione è parte integrante ha interesse a mettere a suo agio l’interlocutore o la platea, facendosi carico di coprire la distanza culturale.

In un mondo dove entriamo spesso in contatto con persone che parlano altre lingue e provengono da culture differenti, ci capita sempre più spesso di affidarci a strumenti automatici di traduzione come Google Translate (Skype Translator, citato nella prima versione di questo articolo, non esiste più: Microsoft ha chiuso Skype il 5 maggio 2025). Ovviamente anche il nostro interlocutore sarà a conoscenza dei limiti di questi strumenti. In realtà anche l’utilizzo di un intermediario che ha studiato la lingua non dà sempre buoni risultati.

Chi si presenta di fronte a interlocutori che provengono da ambienti diversi dal proprio deve considerare che la distanza culturale può provocare errori di comprensione, diffidenza e dubbi. Questo vale ancora di più nel caso di comunicazione prevalentemente monodirezionale (corsi, presentazioni) dove il comunicatore non riesce ad avere un feedback immediato e diretto sulla comprensione del messaggio.

La competenza comunicativa è la capacità di usare la lingua in modo appropriato alla situazione: sapere quando parlare, di che cosa, con chi e in quale modo. Nel 1974, in «Foundations in Sociolinguistics», l’antropologo Dell Hymes ha sviluppato un modello basato sul concetto che, per parlare correttamente una lingua, non basta conoscere il lessico e la grammatica, ma occorre conoscere anche il contesto in cui i termini vengono utilizzati (D. Hymes, Foundations in Sociolinguistics: An Ethnographic Approach, University of Pennsylvania Press, 1974).

A questo proposito ha costruito un modello, rappresentandolo con l’acronimo SPEAKING (spiegato in questo divertente video https://www.youtube.com/watch?v=cniJ6TIjygY), dove elenca gli elementi, le convenzioni ed i codici legati ad una comunicazione orale:

  • Setting and Scene (ambientazione e scena): il tempo e il luogo in cui si svolge il discorso e la cornice psicologica e culturale dell’evento.
  • Participants (parlante, emittente, ascoltatore, destinatario): chi parla e chi ascolta.
  • Ends (scopi): lo scopo della comunicazione.
  • Act sequence (forma e contenuto del messaggio): che cosa viene detto, in quale forma e in quale ordine.
  • Key (chiave): il tono con cui si parla (spiritoso, serio, …).
  • Instrumentalities (canali e forme): il canale usato (voce, scritto, telefono) e le forme del parlato (lingua, dialetti, linguaggi professionali, slang).
  • Norms (norme di interazione e di interpretazione): convenzioni della comunicazione (durata, modalità,…).
  • Genres (generi): es. annuncio, poesia, racconto.

Nella preparazione di un discorso/presentazione è importante verificare di aver preso in considerazione tutti i punti, considerando che l’obiettivo finale è quello di trasmettere un messaggio chiaro e comprensibile per un interlocutore che non necessariamente è interessato a fare uno sforzo di comprensione supplementare.

Quando comunichiamo con una persona che appartiene al nostro stesso contesto culturale diamo per scontate molte cose che non possiamo trascurare nella comunicazione con persone che provengono da altri ambienti.

Ogni comunicazione avviene dopo una negoziazione e quindi un contratto di comunicazione (il concetto è di Rodolphe Ghiglione). In questa negoziazione i partecipanti si accordano sul funzionamento della comunicazione, sulla struttura della relazione e sulla conoscenza del mondo.

(Alberto Viotto)

Argomenti: Apprendimento, comunicazione, Formazione