
La comunicazione nell’ambiente lavorativo: dinamiche, complessità e implicazioni organizzative
Da Weick in poi, la ricerca descrive la comunicazione in azienda come il processo con cui un'organizzazione costruisce senso, identità, fiducia e potere.
Che cosa spinge le persone a impegnarsi nel lavoro e che cosa le frena. Le principali teorie della motivazione e le loro conseguenze pratiche per chi guida un gruppo.

Da Weick in poi, la ricerca descrive la comunicazione in azienda come il processo con cui un'organizzazione costruisce senso, identità, fiducia e potere.

Un secolo di esperimenti, da Allport a Zajonc, indica in quali compiti la presenza degli altri migliora la prestazione e in quali la peggiora.

Le differenze di abilità fra ragazzi e ragazze sono minime, eppure le aspettative di insegnanti, famiglie e imprese ne condizionano scelte di studio e carriera.
Cinque caratteristiche che un imprenditore dovrebbe tenere sotto controllo, perché un ambiente negativo danneggia dipendenti, clienti e risultati in modo spesso indiretto.
Il bullismo sul lavoro danneggia la salute delle persone e i conti dell'azienda: la ricerca indica i fattori organizzativi e individuali su cui intervenire.

Mercati globali, clienti più informati e tecnologia in corsa rendono difficile decidere in fretta: una rassegna degli ostacoli e dei modi per affrontarli.

Il bisogno di stima e i meccanismi di difesa spiegano perché, con colleghi e collaboratori, il riconoscimento ottiene risultati più duraturi del rimprovero.

Dalla definizione di Festinger ai rischi del groupthink, i fattori che tengono unito un team e le tecniche pratiche per rafforzarne la coesione.

Scritto nel febbraio 2021, in piena pandemia, descrive le emozioni collettive di chi lavorava e il sostegno che le aziende erano chiamate a dare.

La paura di perdere pesa più del piacere di vincere: l'asta di Bazerman spiega l'escalation dell'impegno e i suoi effetti sulle previsioni di vendita.

Nella modernità liquida il percorso professionale non è più tracciato: autostima, autoefficacia e obiettivi verificati nel tempo trasformano i cambiamenti in crescita.
Più persone notano un problema, meno è probabile che qualcuno intervenga: ambiguità e responsabilità diffusa frenano il cambiamento nelle organizzazioni.

Gli studenti prevedevano 34 giorni per la tesi e ne impiegarono 55: gli studi sull'errore di pianificazione e il metodo per correggere le stime.
Soddisfazione e insoddisfazione sul lavoro non sono gli estremi della stessa scala: che cosa cambia per chi vuole motivare i propri collaboratori.
Dal furto all'assenteismo, i comportamenti che violano le norme aziendali: come la ricerca li classifica e perché l'insoddisfazione li anticipa.
Chi pensa di controllare gli eventi reagisce a lodi e premi diversamente da chi li attribuisce al caso: un parametro da considerare prima di motivare.
Nel 1999 quattro autori scrissero che i mercati sono conversazioni: le novantacinque tesi complete e ciò che il marketing di massa non ha ancora imparato.
Partire da chi vogliamo diventare, e non dalle scadenze immediate, rende gli obiettivi più coerenti e ambiziosi: il metodo dei sé possibili.
Contesto, familiarità e aspettative orientano il giudizio prima di ogni ragionamento: come si formano le impressioni e quando un argomento riesce a cambiarle.
In Italia si dichiara coinvolto l'11% dei dipendenti: le teorie sulla motivazione indicano dove intervenire prima di ricorrere a corsi e incentivi.

Da Allport a Zajonc, un secolo di ricerche sulla facilitazione sociale indica quando conviene lavorare insieme e perché il brainstorming delude le attese.
L'asta del biglietto da 20 dollari di Bazerman mostra perché insistiamo su trattative ormai compromesse e come questo falsa le previsioni di vendita.